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TOUR - GIRO -VUELTA  PER SQUADRE NAZIONALI

(COME IL GIRO DI BASILICATA?)

 

L’ipotesi è di organizzare  il “Tour de France” per Nazionali già dal prossimo anno.Il Tour per squadre Nazionali, non sarebbe una novità, poiché gia dal 1930 al 1961 il Tour era organizzato è destinato a squadre Nazionali, c’erano esponenti di varie squadre in una nazionale ed un tecnico formidabile in quel tempo fù Alfredo Binda uno dei primi campionissimi della storia.

Idea accattivante e seducente, ma è realizzabile?

Non è facile realizzarla perché gli interessi sono tantissimi le squadre di vertice o (pro-tour), hanno dei  budget che vanno dai 7 a 12 milioni di euro, il palcoscenico più importante è sicuramente il Tour de France, c’è da chiedersi se queste squadre saranno disposti a concedere i propri corridori per affrontare il Tour?

Certo, è un iniziativa interessante, ma non è  che con le squadre nazionali al Tour si elimina, viste le ultime vicissitudini al Tour, il problema doping. Lo scontro frontale, poi fra organizzatori e UCI,  in questo tour non ha fatto altro che acuire questo contrasto.

Rimane sempre la lotta fra istituzioni internazionali UCI e organizzatori. Solo dopo aver risolto questi problemi si può pensare poi ad un nuovo Tour per squadre Nazionali, una cosa  senza dubbio spettacolare.

Lo scenario al momento è il seguente per il “Tour de France 2008” , la prima ipotesi e che potremmo assistere nuovamente all’invito di squadre di vertice o pro-tour con un codice etico sempre più forte con controlli a sorpresa ancora più frequenti. Seconda ipotesi c’è una secessione in atto fra organizzatori e UCI. Gli organizzatori quali L’ASO “Laboratory Sport Organization”, quelli della RCS e quelli della Vuelta (UNIPUBBLIC), di invitare chi vogliono con un gruppo più ristretto non necessariamente 200 corridori, cioè corridori o squadre chiacchierate fuori, che oggi non hanno possibilità di partecipazione.

La terza ipotesi è quella per squadre Nazionali che potrebbe prevedere anche per le Nazioni più rappresentative n. 2 squadre Italiane, 2 Francesi, 2 Belghe, ecc., come è stato fino al 1961.

La squadra Nazionale ha il potere di coinvolgere anche chi non è un grande appassionato di ciclismo, quando il Tour si svolgeva con squadre nazionali, noi italiani andavamo con maglie tricolori, era importante ed un prestigio per un corridore che vi prtecipava, ma anche per il gruppo che aveva quel corridore che lo rappresentava in seno al Nazionale. Allora c’erano due squadre ad esempio la Francia aveva la squadra Nazionale più le squadre regionali, l’Italia aveva una squadra di cadetti, che erano coloro che non avevano mai corso il Tour de France, l’altra era la Nazionale tricolore con campioni del calibro di Coppi, Bartali ecc.

Per i bene del ciclismo sarebbe bene riprovare questo esperimento, poiché sicuramente le squadre per le Nazionali porterebbero più sponsor esterni al ciclismo, più spirito Nazionalistico, i corridori probabilmente acquisirebbero più popolarità e ci sarebbe più internazionalizzazione del ciclismo.

Ci potrebbero essere anche squadre come quella Australiana, la squadra Sudafricana, la squadra Americana, e ci sarebbe più responsabilità da parte delle Federazioni Nazionali.

L’idea piace anche alla RCS  società organizzatrice del Giro d’Italia, in prospettiva del Giro del centenario  del 2009.

Di fatto il ciclismo è oggi il solo sport al mondo ad avere una Nazionale impegnata per un solo giorno all’anno, un vero paradosso, visto che si corre quasi 365 giorni all’anno.

 LDM

 

 

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