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RESPONSABILITA’ UCI IN MERITO ALLA CREDIBILITA’ DEL CICLISMO

 

E’ mancata l’UCI la dove stesso il nome stesso lo dice, cioè Unione Ciclistica Internazionale a  farsi carico di tutti i problemi  a livello internazionale, non possiamo dimenticare che il Tour de France è la corsa più importante al mondo, se si vuole fare la lotta al Tour no si capisce come si vuole combattere il doping, questo lo deve spiegare un po’ il presidente dell’UCI.

McQuaid ha fatto dichiarazioni fuori luogo.

Non si può additare come colpevole una persona solo perché ha un rapporto di lavoro con un preparatore discusso, e celebrare sentenze a processi prima che questi siano celebrati. Altre dichiarazioni fuori luogo: quella “che spero vinca un giovane da qui bisogna ripartire”, bhee ci sarebbero altre problematiche da affrontare e da mettere a posto, fatto sta che questa “cherelle” che va avanti da quando è nato il pro-tour cioè da due anni tra organizzatori e UCI non fa che allontanare la gente dal ciclismo. E’ uno scontro frontale fra organizzatori e Uci, questo tour non ha fatto altro che acuire questo contrasto.Sono accadute delle cose prima del Giro d’Italia, prima del Tour e forse accadranno prima della Vuelta.

L’Equipe quotidiano sportivo Francese ha realizzato un sondaggio e la maggior parte delle persone non crede più nella veridicità nella credibilità di questo sport ed è il risultato peggiore che si potesse ottenere.Non siamo credibili per tutto ciò che stà succedendo, sicuramente c’è incompetenza, ci sono interessi che superano ogni questione morale, si parla di codice etico, firmare fogli, oltre a delle parole bisogna unire le forze e risolvere i problemi, quello del doping ed altri.

Quando c’e stato il caso di Danilo Di Luca (ultimo vincitore del Giro d’Italia), in questo momento la Procura del CONI, stà esaminando, la sua posizione relativamente all’inchiesta  “Oilfoil Drag”, che fa capo al magistrato Ferraro a Roma e parlando di preparatori e di medici sinceramente al di là di Ferrari sicuramente ci sono delle responsabilità perché un personaggio come il medico citato nella vicenda di Danilo Di Luca,  vecchia conoscenza della Procura  del CONI, è stato ascoltato nel 1997 la prima volta, ci troviamo nel 2007 e questo personaggio è ancora lì. Su Ferrari c’è da dire che è stato associato molte volte a Lance Armstrong e non dimentichiamo che c’è stato un processo, nel quale il dottore è stato interdetto di esercitare la sua professione per un anno, nonostante questo, la professione l’ha esercitata fuori territorio italiano, e Armstrong nel frattempo ha vinto 7 Tour. Al di la di dei preparatori in  queste nuove riforme in queste nuove proposte che cè, in questo momento  la necessita di voltare pagina, perché i problemi esistono ci sono anche delle responsabilità grandi, perché come possono questi medici esercitare la professione nel ciclismo la dove sono chiacchierati. Il presidente dell’ordine dei medici ha dichiarato “ per noi è impossibile gestire tutto dobbiamo avere delle segnalazioni”. Queste segnalazioni sicuramente non possono essere fatte dalla stampa,  è la magistratura ed anche il Coni ad avere delle responsabilità , se questi medici non devono essere all’interno almeno del mondo del ciclismo. Perché in questo sport si cerca e si trova, negli altri sport non si cerca nemmeno.

In attesa di trovare una formula consensuale anche con gli organizzatori e le Federazioni, l’UCI cosa ha fatto, ha iscritto d’imperio con un gesto di arroganza suppletivo al calendario del pro-tour dell’anno prossimo Tour Giro e Vuelta.

Questo intervento a gamba tesa, è un intervento che “ci ha fatto accapponare la pelle” , come testualmente commenta “Angelo Zomegnan” (responsabile dell’RCS –capo del Giro D’Italia).

Sono gesti che vanno contro lo spirito di collaborazione, contro la condivisione di progetti contro la buona fede, contro l’intelligenza.

E’  cattiva volontà o  Macchaivellismo, i tifosi, la gente del ciclismo non può essere tradita, questa gente non merita che ci si ferma per guardarsi in faccia per sapere dove andare, chi si ferma perché non sa dove andare e molto presto lo indicheremo a chi vuole seguirci.

LDM