E’ mancata l’UCI la dove stesso il nome stesso lo
dice, cioè Unione Ciclistica Internazionale a farsi
carico di tutti i problemi a livello
internazionale, non possiamo dimenticare che il Tour de France è la corsa più
importante al mondo, se si vuole fare la lotta al Tour no si capisce come si vuole
combattere il doping, questo lo deve spiegare un po’ il presidente dell’UCI.
McQuaid ha fatto dichiarazioni fuori luogo.
Non si può additare come colpevole una persona solo perché
ha un rapporto di lavoro con un preparatore discusso, e celebrare sentenze a processi
prima che questi siano celebrati. Altre dichiarazioni fuori luogo: quella “che
spero vinca un giovane da qui bisogna ripartire”, bhee ci sarebbero altre
problematiche da affrontare e da mettere a posto, fatto sta che questa “cherelle”
che va avanti da quando è nato il pro-tour cioè da due anni tra organizzatori e UCI
non fa che allontanare la gente dal ciclismo. E’ uno scontro frontale fra
organizzatori e Uci, questo tour non ha fatto altro che acuire questo contrasto.Sono
accadute delle cose prima del Giro d’Italia, prima del Tour e forse accadranno
prima della Vuelta.
L’Equipe
quotidiano sportivo Francese ha realizzato un sondaggio e la maggior parte delle
persone non crede più nella veridicità nella credibilità di questo sport ed è il
risultato peggiore che si potesse ottenere.Non siamo credibili per tutto ciò che stà
succedendo, sicuramente c’è incompetenza, ci sono interessi che superano ogni
questione morale, si parla di codice etico, firmare fogli, oltre a delle parole
bisogna unire le forze e risolvere i problemi, quello del doping ed altri.
Quando c’e stato il caso di Danilo Di Luca (ultimo
vincitore del Giro d’Italia), in questo momento
In attesa di trovare una formula consensuale anche con gli
organizzatori e le Federazioni, l’UCI cosa ha fatto, ha iscritto d’imperio con un
gesto di arroganza suppletivo al calendario del pro-tour dell’anno prossimo Tour
Giro e Vuelta.
Questo intervento a gamba tesa, è un intervento che “ci
ha fatto accapponare la pelle” , come testualmente commenta “Angelo Zomegnan”
(responsabile dell’RCS –capo del Giro D’Italia).
Sono gesti che vanno contro lo spirito di collaborazione,
contro la condivisione di progetti contro la buona fede, contro l’intelligenza.
E’ cattiva
volontà o Macchaivellismo, i tifosi, la
gente del ciclismo non può essere tradita, questa gente non merita che ci si ferma
per guardarsi in faccia per sapere dove andare, chi si ferma perché non sa dove
andare e molto presto lo indicheremo a chi vuole seguirci.